
Il parco
Ma noi trovavamo qualche pertugio tra l’intrico dei rampicanti e i cespugli di biancospino per spiare quello spazio incolto, disseminato di arbusti e sterpaglie e ricco di alberi.

Ma noi trovavamo qualche pertugio tra l’intrico dei rampicanti e i cespugli di biancospino per spiare quello spazio incolto, disseminato di arbusti e sterpaglie e ricco di alberi.

Qual è la genesi di un discorso che ha a che fare con i luoghi, la loro propria denominazione e fisionomia? Chi sono le personalità deputate alla traduzione di queste esperienze in realtà universalmente condivisibili?

Il progetto del fotografo Daniel von Johnston intorno alle conseguenze disastrose della Tempesta di Vaia dell’ottobre 2018.

Estefan fu oltremodo sorpreso dalla bizzarra domanda del giovane. Aveva forse capito male? O il giovine lo stava prendendo in giro? Non era possibile che non le avesse viste.

Esci dal casello dell’autostrada non appena si è fatto buio, giusto in tempo per leggere ancora la stradina sterrata che dal parcheggio porta alla chiesetta attraverso il frutteto…

Erano quei luoghi della mia città in cui mia madre bambina si aggirava per sciacquare nell’Isarco i panni sporchi dei bambini per i quali lei era sorella, amica e madre.

Da Zara a Sibenico e ritorno. Un pomeriggio. Si vedono in modo più o meno evidente delle casette, sole, tra le colline.
Lim* è una rivista culturale multipiattaforma che vuole indagare l’identità dei luoghi usando il limite come traccia di relazioni.
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