I luoghi sono linguaggi da decifrare: il disordine è un ordine da cercare, anche nel degrado c’è bellezza.
Premessa
Il luogo è un corpo, il cui limite non dipende necessariamente dai margini che lo cingono.
Il limite è una dimensione spaziale, sociale e culturale. Esso può essere inteso come un confine o una soglia, diventando traccia di esclusione o di incontro. Dimensione e qualità del limite dipendono dall’individuo e dalla cultura cui appartiene.
Manifesto
1. Intendiamo sondare le forme e le manifestazioni (genius loci) che abitano un luogo, indagandone il rapporto con chi lo abita.
2. Adottiamo il punto di vista del pellegrino, che appartiene al luogo e abita il percorso, allontanandoci da quello del turista, che consuma senza abitare.
3. Vogliamo essere curiose e stupiti come bambine e bambini, e condividere curiosità e stupore, qualità che aprono alla conoscenza e alla comprensione del luogo e che scongiurano l’ostilità.
4. Coltiviamo una posizione di ascolto, per indagare la realtà da più punti di vista e non dare mai per finite le nostre idee.
5. Favoriamo la valorizzazione delle differenze, perché arricchiscono me, l’altro e (me+l’altro), no all’integrazione omologante.
6. Apprezziamo le verità individuali e quelle collettive, rifuggendo verità assolute. Nessuno ne è depositario, tutti lo siamo.
7.Promuoviamo Luoghi Individui Molteplicità e…
Lim* è una rivista culturale multipiattaforma che vuole indagare l’identità dei luoghi usando il limite come traccia di relazioni.